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2 Luglio 2026 16:00

In Spagna si fanno i gavettoni col vino: la storia della battaglia più pazza della Penisola iberica

Nella regione de La Rioja, ogni anno scorrono 30.000 litri di vino in occasione della festa di San Pietro. E no, non è uno spreco, dato che il rosso utilizzato per i gavettoni è frutto dell'eccedenze dell'ultimo raccolto.

A cura di Lorenzo Napolitano
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Nella Spagna settentrionale c'è un territorio che, più di altri, profuma di terra e uva fermentata: parliamo de La Rioja, al confine con i Paesi Baschi. Questa regione, nello specifico la città di Haro, è teatro ogni anno di uno degli eventi più particolari della Penisola iberica: la festa di San Pietro. In una delle aree più blasonate della viticoltura spagnola, le celebrazioni non potrebbero non avere una nota di vino rosso, ma non immaginarti degustazioni in calici di cristallo: qui, infatti, si tiene ogni estate una vera e propria festa popolare in cui il vino, oltre a essere protagonista dell'evento, si utilizza anche per… fare i gavettoni. Esatto, la celebre Batalla del vino, dichiarata dal governo di Madrid di interesse turistico nazionale nel 2011, è una tradizione molto particolare dalle origini incerte ma che porta, ogni anno, alla stessa conclusione: un mare di persone che, partite in maglia bianca, si ritrovano inzuppate di vino rosso.

Le origini della Batalla del vino

Le radici di questa festa sono antichissime e in Spagna ci sono due versioni principali: la prima è legata alla tradizione religiosa e risale addirittura al VI secolo. Nello specifico, dopo la morte dell'eremita San Felice di Bilibio, gli abitanti iniziarono a visitare la grotta con le sue spoglie; nel giro di poco tempo quel luogo divenne noto come le scogliere di Bilibio. Nei secoli seguenti il consiglio comunale organizzò perfino un pellegrinaggio ufficiale e gli scritti dell'epoca raccontano che, dopo la messa, i fedeli condividevano pasti e sorseggiavano del buon vino. Tra lo spirito conviviale e un caldo sempre più pressante, i pellegrini iniziarono a rinfrescarsi dando vita ai primi "bagni di vino".

La seconda versione, invece, riguarda le dispute territoriali medievali del XIII secolo. La storia ha come protagonisti gli abitanti di Haro e i vicini cittadini di Miranda de Ebro: al fine di mantenere il controllo sul territorio, i primi avevano l'obbligo di compiere ogni giorno un percorso simbolico in occasione della festa di San Pietro, portando un contenitore pieno di vino. Non di rado,i cittadini di Miranda de Ebro provavano a fermare la camminata lanciando anche delle bottiglie. Con il passare delle generazioni, la marcia formale ha assunto una connotazione sempre più festosa, e gli spagnoli hanno iniziato a brindare in allegria durante i banchetti, mitigando sempre di più l'astio tra le due comunità. Fu così che le bottiglie smisero gradualmente di essere lanciate per ostacolare il cammino e lasciarono il posto ai primi gavettoni.

Cosa succede ad Haro ogni 29 giugno: tra la festa di San Pietro e la battaglia del vino

Il giorno di San Pietro segue, ogni anno, un copione ben preciso. Nonostante la messa tradizionale si celebri alle 08 del mattino, piccoli gruppi iniziano già a intraprendere il pellegrinaggio di sei chilometri dal centro del paese fino all'eremo dedicato a San Felice, situato sulle scogliere di Bilibio. Conclusa la messa, lo sparo di un razzo segna l'inizio ufficiale della battaglia del vino.

Migliaia di persone, per l'occasione, si attrezzano con pistole ad acqua (riempite di vino stavolta), secchi, calderoni e bottiglie (non di vetro). Nel giro di pochi minuti, come riportano fonti locali, ben 30.000 litri di vino rosso tingono il paesaggio di un colore simil-porpora senza lasciare un centimetro asciutto. Partecipare, però, richiede il rispetto di alcune regole precise: in primis l'abbigliamento dev'essere rigorosamente bianco, completato da un fazzoletto rosso al collo; in secundis, ognuno dev'essere animato dalla voglia di divertirsi e bagnare quante più persone possibile.

A prima vista questo modo di festeggiare potrebbe sembrare uno spreco, facendo storcere il naso a qualcuno. Ma in realtà non è così: le "munizioni" per la battaglia, infatti, provengono da eccedenze dell'ultimo raccolto, offrendo un modo per ridurre il surplus di vino in una Spagna che ha, come altri paesi, un problema di sovrapproduzione.

La festa non si esaurisce con la battaglia del vino, ma fa da apripista a un ricco banchetto che viene allestito nei campi dei Riscos de Bilibio. La "tregua" arriva soltanto nel momento in cui il profumo dei piatti tipici della regione, come le lumache o le costolette d'agnello, inizia a prendere il sopravvento su quello del vino. Dopo aver mangiato, i partecipanti fanno ritorno in città, dove la giornata si chiude con una vivace e colorata processione intorno alla Plaza de La Paz, la piazza della pace.

Tuttavia, le ultime edizioni hanno riacceso un dibattito sulla preservazione dell'autenticità dell'evento, di fronte alla minaccia dell'overtourism. Per arginare questo problema, che porta anche a festeggiamenti sfrenati e privi di controllo, il consiglio comunale di Haro ha dovuto introdurre alcune misure per limitare l'area e anticipare la funzione religiosa. La voglia di festeggiare, però, ha prevalso sui regolamenti: la crescente pressione del turismo di massa, quindi, solleva oggi forti preoccupazioni per la salvaguardia di una festa molto identitaria.

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