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Panini sani e bilanciati: 5 ricette light e come comporli con i consigli dell’esperto

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A cura di Emanuela Bianconi
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Intervista a Dott. Simone Gabrielli
Biologo e nutrizionista.
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Pranzo al sacco per eccellenza, il panino – che si tratti della pausa in ufficio, di un'escursione in montagna, una gita fuori porta o una rilassante giornata al mare – rappresenta la soluzione più veloce, pratica e apprezzata da tutti. Solitamente farcito con una quota generosa di salumi e/o formaggi, senza un'adeguata quota di fibre, rischia di essere sbilanciato dal punto di vista nutritivo, appesantire la digestione e gravare in maniera decisiva sul conteggio calorico dell'intera giornata. La buona notizia è che, se "costruito" in maniera intelligente, invece, può essere un'alternativa leggera e decisamente nutriente.

Ingiustamente etichettato come il "cibo spazzatura" per eccellenza o come il ripiego di chi non ha tempo o voglia di cucinare, il panino può trasformarsi in un pasto completo e salutare. Che sia un'ottima scelta nutrizionale o una bomba calorica dipende esclusivamente da tre fattori: come viene composto, qual è il nostro stile di vita e il motivo per cui lo si sta consumando.

Per capire come trasformare questo grande classico in un alleato di benessere, abbiamo chiesto l'aiuto del nostro esperto di fiducia, il biologo e nutrizionista Simone Gabrielli, che ci spiega come comporre un panino light, bilanciato e gustoso, consigliandoci anche i suoi abbinamenti preferiti.

Cosa si intende per "panino light"?

Dimentichiamo il concetto obsoleto di "light" come sinonimo di privazione o di cibo triste da dieta clinica. Per "panino bilanciato" si intende una composizione strategica in cui i tre macronutrienti principali – ovvero carboidrati, proteine e grassi buoni – sono presenti nelle giuste proporzioni, accompagnati da una buona dose di fibre e di micronutrienti. "Non dobbiamo per forza scervellarci per creare un panino perfetto, se manca qualcosa possiamo compensare col pasto successivo", rassicura immediatamente Gabrielli.

Un panino ben strutturato risponde perfettamente al modello del piatto sano sviluppato da alcuni nutrizionisti dell'Università di Harvard, sostituendo a tutti gli effetti un pasto completo. Un pasto composto per esempio da una porzione di riso lesso, pollo e zucchine fornisce al nostro corpo tre elementi in particolare: energia dai carboidrati complessi del riso, "mattoni" per i muscoli e sazietà dalle proteine della carne bianca e infine fibre, acqua e micronutrienti dalle verdure.

Il panino può tranquillamente sostituire questo pasto semplicemente perché mette insieme gli stessi identici blocchi nutrizionali, solo disposti in modo diverso: il pane prende il posto del riso o della pasta, il ripieno (come pollo, tonno, uova o legumi) sostituisce la fonte proteica e le verdure al suo interno rimpiazzano il contorno.

Cosa cambia a livello di digestione? "Assolutamente nulla. Una volta masticato e arrivato nello stomaco, il corpo scompone il pane in zuccheri complessi esattamente come farebbe con il riso, ed estrae le proteine dal pollo del panino esattamente come farebbe con il pollo al piatto", spiega l'esperto.

L'unica differenza riguarda la sua densità e dunque il successivo livello di appagamento. "In genere il panino è più denso e ha meno acqua rispetto a un piatto cucinato di riso o pasta. Per questo motivo, per far sì che sazi allo stesso identico modo di un pranzo al piatto, bisogna assicurarsi che le verdure siano abbondanti e che il pane non sia troppo raffinato", prosegue Gabrielli. Quindi sì a pane integrale, multicereali o mix di più farine sempre poco raffinate.

I vantaggi, rispetto al classico pranzo al piatto, sono la sua grande praticità e il fatto che sia facilmente trasportabile e assai saziante. Per evitare problemi a livello digestivo e adattarlo ai nostri ritmi quotidiani, è importante imparare a comporlo in maniera sensata: se consumato a pranzo e dopo si deve tornare al lavoro o comunque stare in movimento, il panino deve garantire energia costante senza provocare il classico colpo di sonno post-prandiale. "Si può osare con una quota di carboidrati complessi più generosa e abbinare proteine ad alta digeribilità", consiglia l'esperto.

Se il panino sostituisce il pasto serale, solitamente il momento di maggiore relax, è preferibile non renderlo troppo pesante di grassi, per non appesantire lo stomaco prima di andare a dormire, e aumentare la quota di verdure e quella di fonti proteiche magre.

Quanti panini è possibile consumare a settimana? Se questo è composto bene – quindi pane integrale di qualità, verdure, proteine dall'elevato valore biologico e un filo di olio extravergine di oliva – può essere mangiato anche tutti i giorni, a patto di variarne le componenti. "Se, invece, parliamo del classico panino con due dita di salame e formaggio fuso, quella è una concessione occasionale", conclude il nutrizionista.

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Salumi: si possono inserire e con che frequenza?

Tutti i salumi e gli affettati rientrano nella categoria delle carni processate e lavorate, a prescindere dal fatto che siano prodotti a livello industriale o artigianale. Tuttavia, questi prodotti non vanno demonizzati, ma è fondamentale essere consapevoli in merito a cosa acquistiamo e mettiamo nel piatto.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite l'Agenzia per la ricerca internazionale contro il cancro, ha inserito l'intera categoria delle carni lavorate nel Gruppo 1 dei fattori cancerogeni per l'uomo. Questo perché i processi di salagione, affumicatura, stagionatura o l'impiego di conservanti (come nitriti e nitrati, presenti sia nella grande distribuzione che nei prodotti contadini) portano alla formazione di composti chimici potenzialmente dannosi per il tratto gastrointestinale, in particolare per il colon-retto.

A questo si aggiungono due fattori critici per la salute cardiovascolare:

  • eccesso di sodio; il sale è l'ingrediente base per la conservazione dei salumi. Un solo panino con l'affettato può far superare facilmente la metà del limite di sale giornaliero raccomandato, aumentando il rischio di ipertensione;
  • grassi saturi: a eccezione di tagli molto magri, diversi salumi tradizionali (salame, mortadella, pancetta, coppa) apportano quote elevate di grassi saturi.

Qual è la frequenza di consumo corretta? Le linee guida nutrizionali ufficiali raccomandano di limitare il consumo di carni processate a non più di 1 volta a settimana con porzioni di 50 g, prediligendo affettati magri come bresaola, fesa di tacchino o prosciutto cotto sgrassato.

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Cosa si può mettere in un panino sano e bilanciato al posto degli affettati?

Per rendere il panino salutare, mai banale e super saporito, esistono tantissime alternative proteiche e sfiziose. Prima di tutto vediamo come comporre un panino a regola d'arte prendendo in considerazione le porzioni ideali. Ovviamente non esiste una grammatura valida per tutti: queste dipendono dal singolo individuo, dal sesso, dall'età, dal livello di attività fisica quotidiana e dagli obiettivi personali. Ognuno dovrebbe adattare queste cifre al proprio fabbisogno specifico.

  • Carboidrati: è preferibile scegliere pane fresco artigianale, variando il più possibile il tipo di farina utilizzata, come pane integrale, di segale, di grano duro, multicereali o da mix di cereali diversi. Diversificare le fonti di cereali permette di assimilare sfumature differenti di fibre e micronutrienti. Può essere ammesso saltuariamente anche il pane in cassetta, ma occhio all'etichetta: è bene verificare che non contenga zuccheri aggiunti, alcol etilico come conservante e che la farina sia 100% integrale (e non semplicemente farina raffinata con l'aggiunta di crusca ricomposta). Grammatura media indicativa: 70-100 g di pane per un pranzo; 50-80 g per una merenda.
  • Proteine: carni bianche cotte in casa come il pollo o il tacchino, da cucinare alla piastra, al forno o al vapore, insaporiti con spezie, erbe aromatiche e limone, e poi tagliare a striscioline o fette sottili (100 g); questa è la scelta migliore per sostituire gli affettati pronti; carni rosse come il roast beef o la lonza di maiale cotta al forno e affettata: possono essere usati come farcitura per un panino, ma vanno consumati con moderazione, limitandoli a non più di 1-2 volte a settimana complessive come indicato dalle linee guida nutrizionali (100 g); il pesce fresco o in scatola – come tonno, sgombro, sardine, salmone o merluzzo – rappresenta una delle migliori opzioni: apporta proteine di alta qualità e grassi essenziali Omega-3. In particolare il pesce azzurro di piccola taglia, come sardine e sgombro, è la scelta d'eccellenza: è economico, ha un contenuto ridottissimo di mercurio ed è ricco di vitamina D e calcio. Vanno benissimo anche il tonno e il salmone (al naturale, sott'olio ben sgocciolati o cotti alla piastra) o filetti di pesce bianco come il merluzzo per chi cerca la massima digeribilità. Grammature medie indicative: 150 g per il pesce fresco o surgelato; 50 g sgocciolato per quello conservato; le uova sono una delle soluzioni più pratiche, sazianti ed economiche: apportano proteine ad altissimo valore biologico, ferro, vitamina B12 e colina. Si possono inserire sode a fette, sotto forma di frittata leggera o all'occhio di bue/strapazzate con cotture senza troppi grassi aggiunti (2-3 uova); legumi, sotto forma di hummus e salse vegetali: l'hummus di ceci e la crema di fagioli cannellini o di lenticchie rappresentano una svolta. Donano cremosità al panino senza bisogno di usare maionese, apportando proteine vegetali e tantissima fibra. Grammatura media indicativa: 150 g per i legumi freschi o in scatola; 50-70 g per l'hummus o le creme pronte con olio e salsa tahina per bilanciare i grassi aggiunti; formaggi magri o freschi: ricotta, fiocchi di latte, formaggio spalmabile leggero, mozzarella ben sgocciolata o feta. Apportano calcio e proteine, ma è bene fare attenzione alla quota di grassi saturi e sale tenendosi su una grammatura di circa 100 g per i freschi o 50 g per quelli stagionati/grassi, da inserire con moderazione.
  • Verdure: non devono essere una semplice guarnizione, ma l'elemento centrale del panino arrivando a occupare visivamente almeno la metà dello spazio totale. Che si scelgano crude (rucola, pomodori, valeriana, finocchi, carote) o cotte (zucchine, peperoni o melanzane grigliate, cicoria, spinaci, funghi, zucca), donano volume, idratazione, masticabilità e sazietà a fronte di un apporto calorico irrilevante. Grammatura media minima: 100-150 g.
  • Condimenti: le salse industriali (maionese, salsa bbq e ketchup) possono raddoppiare le calorie del panino quasi senza accorgersene. L'importante è scegliere grassi sani come l'olio extravergine d'oliva (la dose giusta è di 1 cucchiaio, circa 10 g), l'avocado, schiacciato sul pane come crema vegetale (30-40 g, circa un quarto di frutto), un velo di crema di frutta secca al 100% (arachidi, mandorle, anacardi), senape classica o in grani, yogurt greco al naturale insaporito con erbe, spezie e succo di limone, pesto di basilico (1 cucchiaino) o guacamole fatto in casa.
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5 idee suggerite dal nutrizionista per un panino light e salutare

Ecco alcune alternative proposte dal nostro nutrizionista, altrettanto gustose e sfiziose, a base di carne, pesce e vegetariane.

1. Panino con petto di pollo e salsa allo yogurt

80 g di pane di segale integrale tostato, farcito con 100 g di petto di pollo, insaporito con rosmarino e paprica, e poi grigliato, pomodoro a fette e foglie di lattuga, quindi condito con 1 cucchiaio di yogurt greco naturale (0% di grassi), mescolato con un goccio di succo di limone, erba cipollina tritata e un filo di olio extravergine di oliva.

2. Panino mediterraneo al tonno e avocado

80 g di ciabattina integrale, farcita con 80 g di filetto di tonno al naturale (o sott'olio ben sgocciolato), rucola fresca e pomodori secchi rinvenuti in acqua calda (o sgocciolati dall'olio) e 30 g di avocado schiacciato con la forchetta e spalmato sul pane (al posto della maionese).

3. Panino vegan con hummus e verdure grigliate

80 g di pane ai cereali con semi di zucca e girasole, farcito con 90 g di hummus di ceci (150 g se si usa solo un filo di olio per fare l’hummus) e zucchine e melanzane grigliate profumate con qualche fogliolina di menta fresca. Poiché l’olio è già presente nell’hummus, meglio non aggiungerne altro. "Di solito unisco un po’ di peperoncino o semini di sesamo da mescolare all’hummus", suggerisce Gabrielli.

4. Panino mozzarella e pesto

90 g di pane ai cereali (o integrale), farcito con 100 g di mozzarella e pomodoro, tagliati a fette, rucola fresca e 1 cucchiaino di pesto alla genovese spalmato sul pane.

5. Il Messicano con fagioli neri e guacamole

90 g di pane multicereali (o in alternativa una piadina integrale), 150 g di fagioli neri o rossi schiacciati con una forchetta, lattuga, peperoni rossi a listerelle, cipolla rossa a fettine (se gradita) e 30-40 g di guacamole fatto in casa con avocado schiacciato, succo di limone, sale e pomodoro a cubetti.

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