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8 Agosto 2026 13:00

Pomodoro datterino: perché è così dolce e come usarlo al meglio in cucina

Non è solo una questione di dolcezza: ecco perché il pomodoro datterino è diventato una delle varietà più apprezzate e come usarlo al meglio.

A cura di Francesca Fiore
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Tra le tante varietà di pomodoro presenti oggi sui banchi del mercato, il datterino è una delle più apprezzate per il suo sapore particolarmente dolce e la consistenza succosa. Piccolo, allungato e caratterizzato da un elevato contenuto zuccherino, negli ultimi anni è diventato uno degli ingredienti più utilizzati sia nelle cucine domestiche sia nella ristorazione, trovando spazio in preparazioni che spaziano dai piatti freddi ai sughi veloci.

Il suo successo è dovuto soprattutto all'equilibrio tra praticità e gusto: si può consumare crudo, cuocere rapidamente o trasformare in salse dal sapore intenso senza necessità di lunghe preparazioni. La dolcezza naturale, unita alla buccia sottile e alla polpa ricca, lo rende particolarmente versatile e capace di valorizzare anche le ricette più semplici. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul pomodoro datterino, dalle sue caratteristiche distintive alle differenze con le altre varietà più diffuse, fino agli utilizzi che permettono di esaltarne al meglio il sapore.

Com'è fatto il pomodoro datterino

Il datterino appartiene alla grande famiglia dei pomodori a frutto piccolo e prende il nome dalla forma che ricorda quella di un dattero. I frutti sono generalmente lunghi tra i 3 e i 5 centimetri, leggermente ovali e raccolti in grappoli numerosi. Rispetto ad altre tipologie di piccola pezzatura, si distingue soprattutto per il contenuto zuccherino particolarmente elevato, che contribuisce a renderlo uno dei pomodori più dolci in commercio. La buccia è sottile ma resistente, mentre la polpa è compatta e contiene una quantità relativamente ridotta di semi e acqua rispetto ad altre varietà.

La coltivazione del datterino si è diffusa in molte regioni italiane, ma alcune delle produzioni più note provengono dalla Sicilia e dalla Campania, territori in cui il clima caldo e l'elevata esposizione al sole favoriscono lo sviluppo degli zuccheri e delle sostanze aromatiche. Negli ultimi anni, inoltre, il datterino giallo ha conquistato sempre più spazio nei mercati e nei ristoranti: pur appartenendo alla stessa tipologia del datterino rosso, presenta un sapore generalmente più delicato e una minore percezione dell'acidità, caratteristiche che lo rendono particolarmente apprezzato nelle preparazioni a crudo e nei piatti in cui si vuole creare un contrasto cromatico.

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Perché il datterino è più dolce degli altri pomodori?

La fama del datterino è legata soprattutto all'elevato grado Brix, il parametro utilizzato per misurare il contenuto zuccherino di frutta e ortaggi. Rispetto a molte altre varietà, accumula una maggiore quantità di zuccheri naturali durante la maturazione, sviluppando un sapore intenso e una minore percezione dell'acidità. È proprio questa caratteristica ad averne favorito il successo negli ultimi anni, sia nel consumo fresco sia nella preparazione di salse e conserve.

Le principali differenze rispetto a ciliegino, piccadilly e San Marzano

Pur essendo spesso accomunato ad altri pomodori di piccola pezzatura, il datterino presenta caratteristiche ben precise che lo distinguono. Ecco quali sono le principali differenze con altri pomodori molto simili.

Datterino e ciliegino. Sono probabilmente le varietà più spesso confuse: il ciliegino ha una forma tondeggiante e un gusto equilibrato tra dolcezza e acidità, mentre il datterino è più allungato e sviluppa una dolcezza più marcata grazie all'elevato contenuto zuccherino; anche la polpa tende a essere più compatta e meno acquosa. Se si cerca un pomodoro particolarmente dolce per preparare sughi veloci, conserve o piatti in cui l'acidità deve essere poco percepita, il datterino è spesso la scelta migliore; il ciliegino, invece, tende a risultare più fresco nelle preparazioni a crudo.

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Datterino e piccadilly. Il piccadilly è generalmente più grande, più carnoso e leggermente meno dolce; grazie alla consistenza compatta viene utilizzato spesso per preparazioni che richiedono una maggiore struttura, mentre il datterino è apprezzato soprattutto per la sua intensità aromatica.

Datterino e San Marzano. Il San Marzano è una varietà storicamente destinata alla trasformazione e alla preparazione di conserve: i frutti sono più grandi e presentano una polpa molto compatta con pochi semi. Il datterino, invece, è più piccolo, più zuccherino e viene utilizzato frequentemente sia fresco sia per realizzare sughi rapidi e passate dal gusto naturalmente dolce.

Datterino giallo e datterino rosso. Appartengono alla stessa tipologia ma differiscono leggermente nel profilo aromatico: ildatterino giallo tende a essere più delicato e meno acido rispetto alla versione rossa, che presenta invece un sapore più intenso e deciso.

Come usare il pomodoro datterino in cucina

Il datterino è considerato uno dei pomodori più versatili grazie alla capacità di mantenere il proprio carattere sia da crudo sia dopo la cottura. La dolcezza naturale gli consente di arricchire molte preparazioni senza richiedere particolari correzioni o aggiunte.

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Nelle preparazioni a crudo è ideale per insalate, bruschette, poke bowl, piatti freddi e contorni estivi: la consistenza compatta e il sapore intenso permettono di utilizzarlo anche semplicemente condito con olio extravergine d'oliva e basilico. In cottura dà il meglio di sé nei sughi rapidi: bastano pochi minuti in padella perché il calore concentri ulteriormente gli zuccheri naturali presenti nella polpa, creando condimenti ricchi e avvolgenti. Per questo viene utilizzato frequentemente per pasta, risotti, pizze, focacce e secondi piatti a base di pesce. È particolarmente apprezzato anche nella versione confit, cotto lentamente al forno con olio ed erbe aromatiche: un metodo di preparazione ne concentra ulteriormente aromi e sapore, trasformandolo in un ingrediente ideale per antipasti, insalate e piatti gourmet.

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Grazie alla polpa compatta e all'elevato contenuto zuccherino, il datterino è inoltre una delle varietà più utilizzate per passate, spesso in blend con altri pomodori più acquosi, conserve e pomodori conservati in vetro: durante la lavorazione mantiene buona parte della sua dolcezza naturale, permettendo di ottenere salse equilibrate e poco acide.

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